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Sfogliando i quotidiani in queste settimane non si può
evitare di incappare in articoli scritti da personaggi autorevoli o da
gente comune a proposito della votazione del 30 settembre sul credito di
progettazione della Variante 95. Molte cifre e altrettante ipotesi
vengono ogni giorno presentate da esperti, politici, architetti,
pianificatori e aspiranti tali; scenari apocalittici vengono descritti
dai portavoce di entrambe le parti.
All’interno di questa intricata selva di informazioni,
ciascuno di noi può dare credito alle argomentazioni che ritiene più
valide e sensate. Il comitato di Eco-spirit, valutando i vari punti in
discussione, esprime un chiaro
NO alla variante 95. Sul nostro sito
internet (www.eco-spirit.ch) troverete riassunte le argomentazioni che
ci hanno portato a questa presa di posizione: se siete ancora indecisi
su cosa votare, vi invitiamo a visionarle, sperando che vi siano d'aiuto
per prendere la vostra decisione.
Approfittando di questa newsletter, vorremmo però
esprimere alcune riflessioni di carattere più generale, dettate dal buon
senso e dal rispetto nei confronti della natura, del paesaggio
tradizionale, delle generazioni passate e di quelle future.
Leggendo gli articoli scritti dai politici favorevoli
alla Variante 95, si può stilare una lista delle principali
argomentazioni a sostegno della loro posizione: “Locarno è l’unico
agglomerato ticinese privo di collegamenti autostradali”; “se il popolo
non dovesse sostenere la Variante 95, andranno probabilmente persi i
contributi federali”; “non si può più continuare in questo modo, un
collegamento si impone in tempi brevi”; “è l’unico modo per poter
approfittare delle nuove sfide nel settore turistico ed economico”;...
Le considerazioni si ripetono con disarmante
monotonia, tanto che viene da chiedersi: è mai possibile che ogni
progetto debba sempre essere portato avanti pensando unicamente alle
ricadute economiche? Al risparmio di tempo? Alla redditività? I nostri
sforzi non potrebbero per una volta essere rivolti alla ricerca di un
benessere meno materiale e meno effimero? Alla salvaguardia e alla
valorizzazione di un paesaggio unico per il suo valore naturalistico,
agricolo e ricreativo?
Il fatto che, come sostengono alcuni, il Piano di
Magadino sia già rovinato, non mi sembra assolutamente un motivo valido
per continuare e compiere gli stessi errori pianificatori commessi nei
decenni scorsi.
Non dimentichiamoci che la strada attualmente intasata
che unisce in sponda sinistra Quartino a Cadenazzo è nata come
collegamento funzionale del centro urbano di Locarno con Bellinzona e
con Lugano. Oggi è sufficiente osservare il Piano dall’alto per rendersi
conto di come la strada sia stata letteralmente presa d’assalto da una
moltitudine di capannoni industriali e commerciali. La variante 95, che
verrebbe costruita più a nord, su delle superfici attualmente coltivate,
subirà lo stesso inevitabile destino: sarà in poco tempo invasa da
un’industrializzazione soffocante, attirata da lei stessa.
Un'altra riflessione sorge spontanea guardando
all'evoluzione del traffico motorizzato nel corso degli ultimi anni:
come può essere possibile snellire il traffico quando i veicoli in
circolazione aumentano di anno in anno? Lo spazio a nostra disposizione
è limitato: non potremo costruire nuove strade ad oltranza. È un
approccio sbagliato, che non ha futuro: un giorno non ci sarà
semplicemente più spazio, e allora sarà il traffico a doversi adattare
alla rete stradale esistente.
Costruendo nuove strade non facciamo altro che
incentivare l'incremento del traffico; al contrario, ponendo un freno
alla cementificazione del territorio, riusciremo a far sì che siano gli
individui a dare delle risposte individuali al problema della mobilità.
Se tra Locarno e Bellinzona ci sono delle colonne, forse mi conviene
prendere il treno; se non sono disposto a rinunciare alla mia mobilità
personale, diritto sacrosanto, dovrò accettare di buon grado di
incolonnarmi.
Come affermano i sostenitori del Si, occorre guardare
al futuro. È appunto volgendo lo sguardo alle nuove sfide (mutamenti
climatici, incremento della popolazione, aumento del prezzo del petrolio
e delle derrate alimentari, …), che occorre trovare soluzioni innovative
al problema del traffico.
Se già oggi questo collegamento stradale appare
anacronistico, immaginiamoci come sarà in futuro, quando, speriamo, si
sarà sviluppata una maggiore sensibilità ecologica. |